Nomadaria. Il design abita il paesaggio

Con il nuovo modulo abitativo di Officine Tamborrino, interpretato da Elena Salmistraro, Laghi Nabi prosegue il suo percorso di ricerca

La visione di Laghi Nabi continua a evolversi attraverso il progetto, aprendosi a nuovi linguaggi e collaborazioni tra architettura, design e ospitalità. L’Oasi Naturale della Campania, sul Litorale Domizio, affianca al percorso di rigenerazione ambientale e paesaggistica una ricerca sempre più orientata alla qualità dell’abitare e alla relazione tra interior e natura.

ARCHI.TEKTONIKA ne ha già raccontato la trasformazione, restituendo il valore di un intervento capace di rigenerare un territorio profondamente segnato dall’attività estrattiva e restituirlo alla natura e alla collettività. Oggi quel percorso prosegue attraverso una nuova chiave di lettura: il design come strumento di evoluzione dell’esperienza e dell’ospitalità.

A guidare questo percorso è Gino Pellegrino, proprietario della struttura, che negli anni ha accompagnato la crescita di Laghi Nabi attraverso una visione capace di coniugare natura, ospitalità e cultura del progetto. Al suo fianco, Rossana Pellegrino, architetto e direttrice della struttura, traduce questa visione in una ricerca continua, aprendo l’Oasi a nuove sensibilità progettuali e alimentando un confronto costante con linguaggi architettonici e di design di respiro internazionale.

Da EDIT Napoli a Laghi Nabi

L’incontro tra Nomadaria e Laghi Nabi prende forma durante EDIT Napoli 2025, dove il modulo abitativo di Officine Tamborrino, interpretato da Elena Salmistraro, viene presentato nel contesto della manifestazione dedicata al design editoriale e d’autore.

È da questa occasione che nasce l’intuizione di portare Nomadaria all’interno dell’Oasi, trasformando un progetto presentato nel circuito internazionale del design in una nuova esperienza da abitare, immersa nel paesaggio dei Laghi Nabi.

Nomadaria si sviluppa intorno alla presenza di un albero, trasformato in elemento generatore dello spazio: la camera e il bagno si affacciano su un cavedio che lo incornicia, mentre le ampie superfici vetrate costruiscono una relazione diretta con il paesaggio.

A completare l’esperienza, un patio privato a bordo lago diventa una naturale estensione dell’interior, uno spazio intermedio in cui intimità e apertura verso l’acqua convivono. L’architettura non cerca così di emergere rispetto al contesto, ma trova nella natura la propria misura.

Un Mediterraneo contemporaneo

Nell’intervento di Salmistraro, la dimensione modulare incontra un immaginario profondamente mediterraneo. Archi, geometrie ritmate e forme sinuose costruiscono un volume leggero, mentre il colore diventa parte integrante dell’architettura.

La palette richiama le facciate segnate dal sole, le tonalità della terra e la matericità delle ceramiche del Sud, traducendo elementi appartenenti alla memoria mediterranea in un linguaggio contemporaneo. Non una semplice operazione decorativa, quindi, ma un interior capace di costruire identità attraverso materia, colore e percezione.

Anche gli interni diventano terreno di collaborazione e ricerca. Il progetto coinvolge realtà differenti del panorama del design, tra cui Kerakoll, Bottega Intreccio, Bolzan, Flaminia e Galleria delle Idee, chiamate a contribuire alla definizione di un ambiente in cui superfici, arredi e dettagli concorrono a costruire un’esperienza coerente.

Un laboratorio tra natura, design e ospitalità

Nomadaria rappresenta così qualcosa di più di una nuova soluzione ricettiva. È un ulteriore tassello nella trasformazione dei Laghi Nabi in un luogo nel quale architettura, interiors, paesaggio e ospitalità diventano parti di un unico racconto progettuale.

Dove un tempo l’estrazione della sabbia aveva profondamente modificato il territorio, oggi acqua, vegetazione e biodiversità definiscono uno scenario completamente rigenerato. Ma è proprio sulla capacità di continuare a evolvere questo patrimonio che si misura la nuova fase dell’Oasi.

Sotto la direzione di Rossana Pellegrino, Laghi Nabi continua infatti ad aprirsi al confronto con progettisti, designer e aziende, trasformando l’ospitalità in un laboratorio in costante evoluzione. Una strategia che non utilizza il design come semplice elemento estetico, ma come strumento per rinnovare il rapporto tra uomo, spazio e natura.

Nomadaria interpreta pienamente questa visione: un’architettura da abitare che entra nel paesaggio con discrezione e lascia che sia il paesaggio stesso a completarne l’esperienza.

A proposito dell'autore:

Leggi anche:

Cerca

Iscriviti alla nostra newsletter!

Rimani sempre aggiornato sulle novità targate Archi.Tektonika