Nell’ambito del GENS Public Programme della Biennale Architettura 2025 si è tenuto il workshop “The Fabbrica dell’Aria 2.0 Experiment. Nature as Technology”, presso lo Speakers Corner delle Corderie dell’Arsenale. L’incontro, ideato da PNAT – Project Nature con il supporto di A2A, Ottagono e Ricehouse, ha approfondito i temi dell’abitare sostenibile.
Durante il talk sono stati presentati i risultati dell’esperimento di bio-filtrazione dell’aria in ambienti indoor condotto da PNAT attraverso il dispositivo Fabbrica dell’Aria, progetto partecipante alla Biennale Architettura 2025.
Sono state inoltre illustrate le possibili applicazioni future del dispositivo, insieme a nuove tecnologie costruttive bioispirate e a materiali sostenibili per l’abitare del prossimo futuro, in linea con il tema di Biennale Architettura 2025: Intelligens. Natural. Artificial. Collective. curata dall’architetto e ingegnere Carlo Ratti.



Quando il design incontra la scienza
La Fabbrica dell’Aria è al tempo stesso un’installazione e un esperimento scientifico. L’installazione evoca un laboratorio in cui stupirsi davanti alla “macchina” bioispirata, Fabbrica dell’Aria 2.0, un elemento di design biofilico che amplifica la capacità delle piante di depurare dall’inquinamento case e uffici.
L’installazione ospitata alle Corderie dell’Arsenale, caratterizzata da una pianta ottagonale, è stata progettata e realizzata da Ottagono Green Architecture con una struttura leggera e completamente riciclabile in acciaio sagomato a freddo. Si tratta di un sistema Light Steel Frame innovativo, brevettato e sostenibile, pensato per coniugare efficienza costruttiva e rispetto ambientale.
Le superfici esterne sono rivestite con una malta ecologica sviluppata da Ricehouse, ottenuta mescolando lolla di riso – materiale di recupero proveniente dagli scarti della filiera agricola – con calce aerea, in un equilibrio virtuoso tra tecnologia e natura.

Fabbrica dell’Aria 2.0: Una biomacchina che respira
All’interno di Fabbrica dell’Aria, i visitatori possono osservare in tempo reale il processo di purificazione naturale: i parametri ambientali interni ed esterni vengono monitorati e confrontati quotidianamente, rendendo visibile l’efficacia del sistema nella rimozione delle sostanze nocive.
Definita una vera e propria “biomacchina che respira”, l’installazione sfrutta il sistema brevettato Stomata®, che integra natura e tecnologia per rigenerare l’aria degli ambienti chiusi. In questo equilibrio tra biologia e ingegneria ambientale, Fabbrica dell’Aria contribuisce a creare spazi interni più salubri, riducendo la presenza di composti organici volatili e altri inquinanti invisibili.
Un tema di crescente rilevanza, se si considera che trascorriamo la maggior parte del tempo in ambienti chiusi, spesso più contaminati dell’aria esterna, a causa delle emissioni di vernici, materiali d’arredo e detergenti. Su questo fronte si inserisce oggi anche la nuova norma UNI 11976, che pone l’accento sulla qualità dell’aria indoor come questione di salute pubblica ancora troppo spesso sottovalutata.

