Quando il brand diventa spazio

Firmato da Vudafieri Saverino Partners con Superspatial, il nuovo store Napapijri ridefinisce il retail contemporaneo

Napapijri traduce il proprio immaginario in architettura, inaugurando una nuova strategia di comunicazione del brand attraverso lo spazio. Il nuovo store boutique di Parigi, in Rue Étienne Marcel, prende forma nel cuore di un tessuto storico dove la stratificazione culturale dialoga con il retail contemporaneo, trasformando la dimensione commerciale in un’esperienza spaziale immersiva e narrativa.

Firmato dallo studio Vudafieri Saverino Partners e sviluppato in collaborazione con Superspatial, il concept interpreta l’identità di Napapijri attraverso il linguaggio dell’architettura, portando valori, estetica e visione del marchio in un progetto spaziale articolato e riconoscibile. Non un semplice punto vendita, ma uno strumento narrativo che segna una fase evolutiva per il brand, introducendo un linguaggio progettuale nuovo, in cui l’esperienza del visitatore diventa il fulcro dell’intervento.

«Questo progetto nasce da un ascolto profondo, da ciò che noi chiamiamo story listening. Il concept traduce l’identità di Napapijri, così forte e riconoscibile, in un linguaggio architettonico capace di restituire la sua energia urbana e la sua vocazione outdoor. Abbiamo quindi dato forma a un paesaggio in cui ogni elemento, materia, colore, luce, è parte di una narrazione esperienziale rivolta a persone curiose, avventurose, non convenzionali». Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino.

Story Listening: l’identità Napapijri tradotta in spazio

Il progetto traduce la doppia anima di Napapijri, sospesa tra energia urbana e vocazione outdoor, in un racconto architettonico articolato in tre livelli: Urban Shell, Open Archive e Shelter Room. Tre dimensioni che definiscono un’esperienza fluida e in costante trasformazione, concepita non solo come spazio di vendita, ma come un ambiente relazionale, capace di rafforzare l’identità del brand attraverso l’utilizzo dell’architettura.

Il punto di partenza del progetto è il suo ingresso, denominato Urban Shell, rappresenta un vero e proprio guscio architettonico che si apre alla città, assorbendone ritmo e vitalità. Il linguaggio materico nasce dalla combinazione di elementi naturali e artificiali, metallo, pietra, cemento e legno che danno forma a un ambiente autentico e vibrante, in cui le tensioni tra caldo e freddo, artificiale e naturale, trovano un equilibrio calibrato e dinamico.

Open Archive costituisce il cuore dello spazio. Qui, una grande libreria metallica si impone come elemento architettonico e narrativo, trasformandosi in un archivio formato da oggetti, materiali storici e capi iconici. Un diario aperto che racconta il passato del brand e, al tempo stesso, ne anticipa la direzione futura.

Ogni dettaglio contribuisce a costruire un sistema di segni riconoscibili: dalle scelte delle finiture all’uso dell’arancione Pantone Napa, cifra visiva distintiva di Napapijri, l’identità del marchio emerge come un linguaggio coerente, capace di tradursi in architettura senza perdere forza simbolica. La Shelter Room rappresenta infine la dimensione più sperimentale e interattiva del progetto. Pensata come spazio flessibile, dedicato a eventi, performance, mostre e installazioni temporanee, diventa un ambiente in continua evoluzione.

Il negozio di Parigi diventa così il primo tassello di un percorso evolutivo più ampio, destinato a ridefinire l’esperienza retail di Napapijri a livello globale, proponendo un nuovo modo di vivere l’avventura contemporanea: attraverso lo spazio, la materia e l’immaginazione.

Photo Credits: Paolo Valentini

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