Armonia senza tempo

Sulle rive del lago di Annecy, Paola Lenti definisce gli spazi esterni dell’Auberge du Père Bise

Ogni equilibrio è magico e prodigioso. È questo uno dei motivi per cui i paesaggi che la natura offre catturano lo sguardo e affascinano, poiché, nonostante il loro continuo cambiamento, esprimono sempre armonia e bellezza.

E questo è forse anche il pensiero alla base della decisione del pluripremiato chef francese Jean Sulpice e della moglie Magali di ripensare l’intera area esterna del loro “Auberge du Père Bise di Talloires, situato in una posizione privilegiata, dalla quale si gode di una meravigliosa vista sulle acque del lago di Annecy e sull’arco alpino circostante.

Nel rispetto della sua storia e dei codici architettonici originari, la coppia ha trasformato la struttura in una splendida destinazione che offre a visitatori e clienti un hotel a cinque stelle, due ristoranti, di cui uno è un due stelle Michelin, un bar, una boutique e una SPA. A completamento del progetto mancava, tuttavia, la rivisitazione della parte esterna, la più delicata, perché si trattava di rispettare lo scenario naturale, instaurando con esse un dialogo dinamico e al tempo stesso equilibrato.


Magali e Jean Sulpice si rivolgono pertanto all’architetto paesaggista Xavier Salerio e al paesaggista Patrick Humblot e Arnaud Charvin di La Pépinière Charvin, con i quali si crea la sinergia necessaria per realizzare il loro sogno: uno spazio esterno che gli ospiti potessero vivere pienamente, fruendo di arredi capaci di garantire le più alte prestazioni per resistere all’aria aperta, in ogni stagione dell’anno.

La soluzione arriva immediata da La Pépinière Charvin che suggerisce di esplorare la proposta outdoor di Paola Lenti. Il risultato di questo incontro è un progetto che si distingue per lo stile raffinato, dove l’eleganza è sussurrata attraverso il design contemporaneo dei prodotti, le qualità tecniche dei materiali, l’artigianalità delle lavorazioni e l’esclusività dei colori, in armonia perfetta con il sito.

Arredi che osservano le architetture esistenti

Gli arredi definiscono funzioni e identità di tre aree esterne: la terrazza, alta e ombreggiata, che ospita il ristorante gourmet e una lounge esclusiva riservata agli ospiti dell’albergo; una terrazza leggermente più bassa, a livello del lago, dove si trova il Marius Bar, dall’atmosfera distesa e rilassante; e, infine, il solarium.

Nel ristorante, i piani dei tavoli Giro sono di una tonalità che richiama il contesto naturale, mentre il tavolo ovale Concreto è un pezzo unico e scultoreo, disegnato in esclusiva per loro. Attorno, le poltroncine Portofino in legno e tessuto chiaro, definiscono un’atmosfera elegante rispetto a quella più informale della terrazza sottostante.

Qui, le sedie Telar, riconoscibili per gli intrecci realizzati a mano, con i colori delle cinghie elastiche, ottenuti dall’incontro dei colori complementari del verde e del rosso, assecondano i mutamenti cromatici delle acque del lago oltre a identificarsi precisamente con le nuances dei fiori selvatici che crescono nella macchia vegetale intorno.

Il bancone del bar, perfettamente attrezzato, è stato realizzato su misura e con un disegno studiato per offrire da ogni angolazione un gradevole punto di vista. Si riconosce per il rivestimento con elementi verticali Sciara, un materiale esclusivo che sposa la lava a fusioni di vetro, in effetti di colore sorprendenti e ogni volta diversi, ripresi dai piani degli altri tavoli Giro.

Nel solarium i tavolini Strap sono accostati ai lettini Baia: qui i colori sono bruni, scuri e riposanti, a creare un ambiente sobrio, rilassante e rigoroso. Dopo il tramonto, la luce calda diffusa dalle lampade Taiki, proposte nelle nuance del verde, trasforma le terrazze a cielo aperto in luoghi intimi.

Colori e materiali in armonia con il luogo

Il progetto dell’esterno dell’Auberge du Père Bise è il risultato di una virtuosa collaborazione tra Jean Sulpice, Georges Riu, direttore artistico, La Pépinière Charvin e Paola Lenti. Infatti, il team di progettazione Paola Lenti si è confrontato direttamente con l’architetto che ha sviluppato il progetto, contribuendo alla sua definizione e realizzazione, consentendo in questo modo di raggiungere un risultato che corrispondesse appieno alle aspettative di un cliente con una visione molto chiara, scrupoloso e attento ad ogni aspetto.


“In questo progetto, l’osservazione delle architetture esistenti e del paesaggio naturale, il riflesso delle acque del lago, i colori dei fiori e delle foglie, ci hanno guidati nel creare la palette giusta per il luogo e anche l’unica possibile poiché già esistente”, racconta Paola Lenti.

armonia senza tempo

A proposito dell'autore:

Leggi anche:

Cerca

Iscriviti alla nostra newsletter!

Rimani sempre aggiornato sulle novità targate Archi.Tektonika