Pulvera. Il valore dello scarto

La startup brianzola che trasforma i residui tessili in nuove risorse per il design e l’architettura

Ripensare il ciclo di vita dei materiali significa interrogarsi non soltanto sulla loro origine, ma soprattutto sulle possibilità che possono generare una volta esaurita la funzione iniziale. È da questa prospettiva che prende forma PULVERA, la startup brianzola di Casati Flock & Fibers che, attraverso l’innovazione tecnologica, trasforma gli scarti tessili in nuove risorse per l’industria e il mondo del progetto.

Il progetto nasce dall’incontro tra la visione creativa e pragmatica di Eleonora Casati, CEO e co-fondatrice di PULVERA, e le competenze tecniche di Beatrice Casati, CEO di Casati Flock & Fibers e co-fondatrice della startup. Due professionalità complementari che condividono l’obiettivo di ripensare il valore degli scarti attraverso ricerca, innovazione e sostenibilità.

Nell’immagine, i pouf realizzati a partire da scarti di lana, cotone, denim e pelle, espressione delle nuove possibilità di recupero e trasformazione dei materiali tessili.

Un approccio che supera il concetto tradizionale di smaltimento, riconoscendo nello scarto un potenziale ancora inesplorato. Cotone, lana, seta, lino, denim, pelle, fibre sintetiche e miste diventano il punto di partenza di un processo di trasformazione capace di restituire valore a materiali altrimenti destinati a uscire dal ciclo produttivo.

Al centro della ricerca di PULVERA si colloca la tecnologia della polverizzazione, attraverso la quale gli scarti vengono trasformati in polveri riutilizzabili come materia prima per nuove applicazioni, dal design all’architettura, dall’automotive alla moda, fino all’arte e all’edilizia.

Dallo scarto alla nuova materia

Attraverso la trasformazione degli scarti tessili in polvere, la startup sviluppa una materia prima secondaria che può essere integrata in differenti processi produttivi, favorendo la nascita di nuove soluzioni e contribuendo a ridurre il ricorso a risorse vergini.

La varietà delle fibre recuperabili rappresenta uno degli aspetti più interessanti del progetto. Materiali con caratteristiche fisiche, cromatiche e materiche differenti possono essere reintrodotti in nuovi percorsi di lavorazione, ampliando le possibilità di sperimentazione.

La sostenibilità diventa così parte integrante del processo progettuale, non un elemento aggiunto al prodotto finito. Un principio che trova nell’economia circolare il proprio riferimento, promuovendo un modello nel quale il valore della materia viene preservato e rinnovato attraverso l’innovazione.

La collaborazione con Cooloo. Nuove superfici, nuove possibilità

Questa visione trova un’ulteriore espressione nella collaborazione con Cooloo, realtà olandese specializzata nello sviluppo di tecnologie e materiali circolari per l’architettura, gli interni e l’arredo.

L’incontro tra le due aziende mette in relazione la materia prima ottenuta dalla polverizzazione degli scarti tessili con Endless Life®, la tecnologia brevettata da Cooloo che combina polveri riciclate e chimica verde per realizzare rivestimenti applicabili a spruzzo su differenti superfici.

Il risultato è un sistema che consente di rigenerare oggetti, pareti ed elementi d’arredo, intervenendo sulle superfici esistenti senza necessariamente sostituirle. Una possibilità significativa per il settore dell’interior design e dell’architettura, dove il tema della durata dei materiali assume un ruolo sempre più centrale nelle scelte progettuali.

Le potenzialità di questa collaborazione sono state presentate durante la Milano Design Week 2026, nell’ambito di “Manufacturing Circus – Showcasing the choreography of making”, il format espositivo ideato da Baolab, laboratorio milanese specializzato nella ricerca su colori, materiali e finiture.

Attraverso prototipi e dimostrazioni dal vivo, il progetto ha raccontato il percorso di trasformazione della materia, dallo scarto tessile alle nuove applicazioni. Tra gli esempi presentati, anche elementi d’arredo come pouf realizzati a partire da scarti di lana, cotone, denim e pelle, testimonianza concreta delle possibilità offerte dall’integrazione tra recupero e innovazione tecnologica.

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