La cucina OCO è l’elemento ideale per far risplendere la Pietra da Torre. Le linee minimali e decise dell’isola permettono alla marcata eterogeneità del materiale di spiccare con i suoi infiniti cambi di toni e i variegati frammenti che ne caratterizzano la trama.
L’affermato design di OCO, firmato dai designer Emanuel Gargano & Marco Fagioli, dimostra come la ricerca nel design non sia fatta soltanto di nuove linee e soluzioni funzionali, ma anche della scoperta, o riscoperta, di materiali e del loro utilizzo innovativo. Presentata con un materiale inedito nell’arredamento, la cucina OCO pone l’opera umana al servizio della componente naturale, la pietra.
Questa prosegue con le sue vene e i suoi detriti attraverso le interruzioni delle ante e i cambi di piano, domando le rigide linee che definiscono l’elemento e concentrando l’attenzione sulla calda imprevedibilità del materiale. Materiale che viene lavorato quanto necessario, la pietra non è mai nascosta né sottoposta a selezioni esose; viene accettata per come la natura ce la offre, esaltandola in tutta la sua unicità.
Un utilizzo sartoriale dei materiali
LA PIETRA
È evidente come questa cucina sia stata ricavata da un unico sasso. Il blocco è stato scelto e tagliato pensando al risultato finale, condizionando e facendosi condizionare da quest’ultimo in egual misura.
Con la stessa logica sartoriale, si seleziona la migliore materia prima disponibile per il vestito che si intende realizzare e la si utilizza ottimizzando gli sprechi senza però scendere a compromessi con la riuscita dell’elemento ma, al contrario, conferendogli ulteriore valore.
Le lastre ricostruite e le vene che attraversano l’isola sono frutto di un ragionamento nato con il taglio della pietra. Il blocco, per essere ricreato nell’isola, viene tagliato in vari spessori e direzioni, scomposto e poi assemblato, ottenendo così un risultato sorprendentemente naturale. Ante, top e fianchi sono ricavati da massello, così come il lavello unito al piano con maestria.


Questo non solo conferisce un valore intrinseco all’oggetto, ma permette di adottare soluzioni funzionali non trascurabili. La possibilità di scavare e quindi creare forme morbide, permette di evitare gli spigoli vivi, tipici delle lastre assemblate, nel lavello e negli altri punti critici della cucina, facilitandone la pulizia.
“La Pietra da Torre sembra essere un materiale dimenticato dai marmisti e sconosciuto al mondo dell’arredamento, anche nel territorio senese, sua patria. A casa nostra, la provincia di Siena, quando si parla del rinomato Marmo Giallo Siena o del più democratico Tufo, a tutti si rizzano subito le orecchie. Quando si nomina il materiale lapideo naturale più diffusamente impiegato nel centro storico della città e dei suoi territori limitrofi, si sgranano gli occhi per lo stupore e si riceve in risposta: mai sentita nominare questa Pietra da Torre” Andrea Vaselli
Sempre in ottica di funzionalità, il top è stuccato in modo da chiudere i pori ed evitare il depositarsi di sporcizia. Le ante sono lasciate a poro aperto per far risaltare la naturalezza del materiale. Tutte le superfici lapidee sono trattate con la nostra finitura Patinato che, oltre a scaldare la pietra al tatto, consente di pulirla con facilità e le conferisce resistenza ai graffi.
IL LEGNO
Le ante in massello si ricavano riducendo lo spessore interno al minimo, trasformando le lastre in un guscio di pietra rinforzato successivamente da un materiale composito nascosto dall’essenza in Noce Canaletto che riprende il resto degli interni. Questo ci permette di raggiungere il perfetto equilibrio tra leggerezza e solidità, senza intaccare l’estetica dell’elemento. Anche il top è scavato nella parte inferiore per ridurre al minimo il peso. Nella pietra, a nostro avviso, meno si interviene migliore è il risultato. Gran parte del lavoro è quello che rimane nascosto all’interno dei nostri manufatti: il valore sta in ciò che non si vede.


“Questo è quello a cui noi di Vaselli aspiriamo, che le risorse finite siano utilizzate con cognizione di causa e rendendo loro giustizia. Nel caso della Pietra da Torre speriamo di riuscire a trasformare, anche grazie a questo volume, un materiale impiegato raramente nel rifacimento di opere pubbliche e spesso destinato, quando recuperato, alla produzione della calce, in un materiale ornamentale di pregio. Una pietra che diventi il cuore della nostra casa e che, insieme a essa, ci accompagni e invecchi, raccontando poi qualcosa di noi a chi ci succederà, come sta facendo ormai da secoli nella città di Siena e nella vicina Montagnola” Andrea Vaselli