10·Corso·Como svela la Project Room

La visione di Tiziana Fausti per i nuovi spazi dell’iconica sede milanese

Restituito alla città come importante spazio per la diffusione culturale, il piano espositivo di 10·Corso·Como svela al pubblico la prima parte del suo programma che intreccia – con un respiro internazionale – arti visive, moda, design e panorama editoriale. Un’esperienza inedita di scoperta e fruizione porta il visitatore ad attraversare gli ambienti in un climax ascendente, dalla Project Room alla Galleria. I nuovi spazi che verranno svelati il 21 febbraio, sono stati ridisegnati dall’agenzia interdisciplinare 2050+, secondo la visione di Tiziana Fausti.

10·Corso·Como
10·Corso·Como, vista da Corso Como 10

Nel cercare un nuovo equilibrio tra passato e presente l’intero primo piano di 10·Corso·Como mantiene il carattere industriale di inizio XX secolo e ripensa i suoi percorsi facendo degli spazi di collegamento i protagonisti del racconto architettonico. Rimuovendo gli elementi non necessari accumulati nel tempo, lo spazio si apre generosamente alla luce e all’aria, consentendo il movimento osmotico attraverso i diversi piani e programmi.

Pensate come un teatro flessibile, capace di cambiare forma e configurazione, la Galleria e la Project Room sono concepite come uno spazio leggero in cui tutto ciò che avviene al suo interno è mobile e componibile.

La Project Room è occupata da una serie di grandi tavoli-pantografo, mentre la Galleria da una serie di pareti mobili autoportanti. Questi elementi consentono infinite configurazioni, fornendo un vasto repertorio di possibilità curatoriali, pronti infine a sparire nell’unica partizione dello spazio. Come un fondale, la nuova scenografia raccoglie e definisce il volto di 10·Corso·Como con un disegno e una materialità riconoscibili.

10·Corso·Como
L’inedita Project Room 10·Corso·Como progettata da 2050+

Uno spazio dinamico

Spazio dinamico, in grado di trasformarsi a seconda dei progetti che accoglie, la Project Room apre al pubblico con una nuova configurazione e direttrici visive e concettuali che passano dall’editoria all’arte e al design. Una selezione di libri rari e “vintage”, accompagnata da riviste di culto, apre il dialogo con l’esposizione di design sviluppata dalla curatrice Domitilla Dardi e dedicata al concetto di “Stanza Alchemica”.

Le tipologie scelte includono oggetti decorativi, tableware, complementi d’arredo fino ai piccoli oggetti di interior, accomunati da una grande attenzione al dettaglio e alle storie che il design editoriale e d’autore porta con sé. Un percorso che va dall’heritage al contemporaneo culmina con la mostra dedicata ad una singolare collezione: il gioiello d’artista. L’esposizione anticipa il focus intorno al senso degli archivi della moda e dell’arte e alla possibilità di renderli accessibili e fruibili.

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