Cromatica nasce all’interno della ricerca e sviluppo del Gruppo Marcegaglia come tecnologia di stampa digitale applicata all’acciaio e ai metalli. Un processo che interviene sulla superficie trasformandola da semplice elemento di rivestimento a componente attiva del progetto, capace di integrare qualità estetiche, prestazioni tecniche e possibilità di personalizzazione.
Il sistema consente di trasferire sul metallo colori, texture, trame e immagini, ampliando il vocabolario espressivo di un materiale tradizionalmente associato soprattutto alle sue caratteristiche strutturali e prestazionali. La stampa digitale permette infatti di lavorare sulla continuità della superficie e sulla sua identità visiva, mantenendo al tempo stesso le proprietà necessarie alle successive lavorazioni.



Dalla tecnologia alla superficie architettonica
Uno degli aspetti più interessanti di Cromatica riguarda proprio il rapporto tra decorazione e trasformazione del materiale. Una volta stampato, il metallo può essere piegato, profilato, cassettato, forato o utilizzato nella produzione di doghe e pannelli sandwich. Il disegno grafico non rimane quindi un trattamento sovrapposto alla superficie, ma può entrare in relazione con geometria, tridimensionalità e costruzione dell’involucro.
Le applicazioni attraversano scale differenti, dalle facciate di edifici residenziali, commerciali e direzionali agli spazi dell’hospitality e del retail, fino agli elementi di arredo e al settore dei trasporti e della nautica. Una trasversalità resa possibile anche dalle caratteristiche dimensionali del processo: gli spessori lavorabili partono da 0,25 millimetri per l’acciaio e arrivano fino a 1,8 millimetri, mentre per l’alluminio possono raggiungere i 3 millimetri; la larghezza massima è di 1.500 millimetri, con sviluppo longitudinale continuo.
Alla componente progettuale si affianca quella prestazionale. La combinazione tra stampa digitale, inchiostri inorganici e vernici per coil coating è sviluppata per garantire resistenza ai raggi UV, alla corrosione e alla nebbia salina, preservando la compatibilità con i successivi processi di formatura e incollaggio. A questo si aggiunge la riciclabilità dell’acciaio, elemento che inserisce la ricerca sulla superficie all’interno di una riflessione più ampia sulla durabilità e sul ciclo di vita dei materiali.


B-Palace Art, la ricerca passa alle nuove generazioni
È proprio dalla possibilità di considerare il rivestimento metallico come materia progettuale che prende forma B-Palace Art, il concorso promosso da Cromatica Marcegaglia in collaborazione con Sandrini Metalli e rivolto agli studenti delle università e delle accademie di architettura e design.
Il tema parte da una componente spesso residuale dell’edificio: il suo “lato B”. Facciate cieche, prospetti laterali e superfici secondarie diventano terreno di sperimentazione per interrogarsi su come l’involucro possa contribuire alla qualità dello spazio urbano e assumere un nuovo valore estetico, culturale e identitario.
Gli studenti sono chiamati a confrontarsi non soltanto con il disegno del pattern, ma con le possibilità fisiche del metallo: cromie, finiture, sagomature, forature e tridimensionalità concorrono alla definizione della proposta. La tecnologia di Cromatica e le lavorazioni di Sandrini Metalli diventano così strumenti attraverso i quali verificare il passaggio dall’intuizione grafica alla costruibilità della superficie.

La seconda edizione di B-Palace Art ha trovato il suo momento conclusivo il 4 e 5 settembre 2026, nell’ambito di B-CAD a Roma. I dieci progetti finalisti sono stati esposti negli spazi del Congress Center, attorno alla Nuvola, mentre gli studenti selezionati hanno presentato personalmente le proprie proposte davanti a professionisti e studi di progettazione nel corso di due giornate di incontri e talk multidisciplinari.
Un confronto diretto tra formazione, ricerca progettuale e competenze produttive che restituisce forse l’aspetto più interessante dell’iniziativa: mettere una tecnologia già disponibile nelle mani di una nuova generazione di progettisti, chiedendo loro non semplicemente di utilizzarla, ma di immaginarne nuove applicazioni.