La visione audace e sperimentale di Refin

Il nuovo capitolo di DTS – Daring Art Explorations alla Milano Art e Design Week 2025

Ceramiche Refin torna alla Milano Art Week e Design Week 2025 con il secondo capitolo di DTS – Daring Art Explorations. Dopo il debutto dello scorso anno, Refin consolida il suo impegno nella promozione della sperimentazione e dell’innovazione, facendosi interprete di progetti audaci nel panorama dell’arte contemporanea. Quest’anno, ancora una volta, Milano Art Week e Design Week celebrano la loro unione, dando vita a un dialogo unico tra arte e design.

Curato da Valentino Catricalà e concepito per rinnovarsi annualmente con il coinvolgimento di artisti di fama internazionale, REFIN DTS – Daring Art Explorations nasce per celebrare l’audacia, la contaminazione e la ricerca sperimentale attraverso la produzione di opere e installazioni di grande rilievo. Dopo il debutto di DTS nel 2024 con Glint di Quayola, il percorso prosegue quest’anno con Oliver Laric, artista austriaco basato a Berlino. Laric esplora il confine tra arte materiale e digitale, affrontando temi di trasformazione, ibridazione e circolazione dell’immagine.

“Oliver esplora due tematiche fondamentali: il confine tra copia e imitazione e il concetto di metamorfosi. Sostiene che, anche con tecniche come le scansioni 3D, è impossibile creare una copia identica; ogni replica porta con sé il contesto e la visione dell’artista, rivelando inevitabilmente una diversità. Questo è particolarmente interessante nella ceramica, dove la ‘copia’ di materiali come legno, marmo e pietra genera sempre trasformazioni uniche, che vanno oltre la nostra intenzione di replicare”, spiega Rino Bedogni, Head of Marketing & Communication di Ceramiche Refin, in un’intervista rilasciata al direttore di Archi.tektonika durante la serata di presentazione del progetto Metamorphoses.

Interrogandosi su cosa costituisca una “copia” o un “originale” in un’epoca che è andata ben oltre la semplice riproducibilità tecnica, Laric dimostra come un atto contemporaneo di replica o rimescolamento possa riattivare e rinnovare opere antiche di migliaia di anni, trasformandole in immagini vive e pertinenti al nostro tempo.

Un’ibridazione tra passato e futuro, tra materiale e digitale, tra scultura e video che ben riflette il leitmotiv sotteso a questa edizione del Fuorisalone, “Mondi Connessi”, e che prenderà forma in Metamorphoses, l’opera inedita di Oliver Laric protagonista dell’esposizione negli spazi di Refin Studio a Milano, prestigioso spazio nel cuore di Brera ed ex studio di Sottsass Associati.

“Oliver ha iniziato a riprodurre statue con materiali diversi, come vetro, ceramica e alluminio, creando opere che oggi sono esposte accanto agli originali, raccontando il passaggio tra copia e originale. Il progetto DTS di Refin, presente anche quest’anno alla Milano Art Week, è in continua evoluzione, sempre alla ricerca di contaminazione e sperimentazione, due elementi essenziali nella creatività e nella natura umana. La contaminazione significa aprire la mente al diverso e trasformare la propria visione in qualcosa di successivo, mentre la sperimentazione, attraverso la tecnica, rende concreta questa apertura mentale”, prosegue Rino Bedogni nell’intervista.

L’incontro tra l’arte di Oliver Laric e la visione audace di Refin

Sono proprio queste caratteristiche di Laric e le tematiche che affronta ad aver particolarmente affascinato Refin e ad aver creato una profonda connessione tra l’azienda e l’artista. La trasformazione della materia attraverso le nuove tecnologie e il processo creativo come continuum che si arricchisce continuamente di nuove opere sono infatti caratteristiche distintive anche di Refin e del suo approccio unico e audace alla ricerca e allo sviluppo dei prodotti.

Esperimento sulle metamorfosi tra una varietà di categorie e sull’esplorazione dei momenti tra i momenti, Metamorphoses è solo la prima tappa del percorso di collaborazione con l’artista, che proseguirà nel corso dell’anno e porterà alla presentazione, a Settembre 2025, di una collezione di pezzi ceramici d’autore, libera rivisitazione dell’opera e pura espressione della contaminazione tecnica e materica tra l’artista e il mondo Refin, con i suoi valori, le sue persone e l’unicità del suo laboratorio.

”Durante la visita a Refin nel maggio 2024, sono rimasto colpito da come il tempo si rendesse visibile: i materiali si trasformavano sotto i nostri occhi. Questa esperienza ha influenzato profondamente la mia idea per il progetto, collegandosi ai miei interessi nella metamorfosi, nella trasformazione e nell’ibridazione. Per Refin ho voluto esplorare un nuovo approccio: non più la rappresentazione di un singolo passaggio tra due forme, ma una composizione che attraversa molteplici fasi successive, generando un dialogo continuo di significati e sfumature”, spiega Oliver Laric.

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