Fondata nel 1993 e con sede alle porte di Riga, PAA è un’azienda lettone specializzata nella progettazione e produzione di vasche da bagno e lavabi. Fin dalle origini ha scelto un modello produttivo completamente integrato, sviluppando internamente prodotti e stampi per mantenere il controllo su qualità, materiali e processi.
In occasione del Salone Internazionale del Bagno 2026, l’azienda ha presentato una visione che pone al centro un valore sempre più raro nella contemporaneità: la pausa.
In un contesto dominato dalla velocità e da ritmi incessanti, il bagno viene reinterpretato come uno spazio di sospensione, dove l’acqua torna a essere esperienza, benessere e tempo ritrovato.
Tra le novità presentate, Pointe e Alba, nate dalla collaborazione con il designer internazionale Karim Rashid, traducono questa filosofia attraverso due linguaggi differenti ma complementari. Pointe si ispira all’eleganza del balletto, trasformando movimento, equilibrio e grazia in forme organiche capaci di accogliere il corpo con naturalezza. Alba sviluppa invece un minimalismo scultoreo, dove linee essenziali e superfici morbide evocano l’orizzonte di un sole nascente, restituendo un senso di rinnovamento e quiete.

A incarnare la sintesi della ricerca materica di PAA è Silkstone. La sua superficie vellutata restituisce un’esperienza tattile raffinata, espressione dell’equilibrio tra innovazione tecnologica, sviluppo dei materiali e cultura manifatturiera.
“Oggi viviamo in modo frettoloso, anche l’acqua. Ma crediamo che questo elemento custodisca ancora un potere essenziale: la capacità di fermare il tempo. La pausa è il nuovo lusso”, dichiara Ieva Kalēja, Direttrice Creativa di PAA.

L’essenzialità come linguaggio progettuale
Tra le novità presentate dall’azienda, spicca Infinity, la collezione firmata dall’architetto Massimo Farinatti, con il quale la redazione di ARCHI.TEKTONIKA ha avuto l’occasione di approfondire direttamente la filosofia che ne ha guidato lo sviluppo.
Nel dialogo con il direttore Vincenzo Falcone, Farinatti ha raccontato una ricerca progettuale in cui il minimalismo non coincide con la sottrazione formale, ma con la capacità di raggiungere equilibrio attraverso proporzione, materia e dettaglio. Un approccio che restituisce al progetto una presenza silenziosa ma fortemente identitaria, capace di dialogare con lo spazio senza imporsi.


La sostenibilità diventa parte integrante di questa visione, espressa attraverso materiali durevoli, qualità costruttiva e un approccio progettuale orientato alla longevità del prodotto, piuttosto che alla sua stagionalità.
Infinity nasce così dall’incontro tra architettura e design, dove forme scultoree e rigore compositivo costruiscono un linguaggio essenziale, in equilibrio tra natura e tecnologia. L’essenzialità della cultura progettuale nordica incontra la sensibilità italiana, dando vita a una collezione che supera le tendenze per affermare un’estetica destinata a durare nel tempo.
Attraverso questa collezione, e più in generale attraverso la propria ricerca, PAA interpreta il bagno come uno spazio in cui materia, progetto e benessere trovano un nuovo equilibrio. Un ambiente che supera la sola dimensione funzionale per diventare parte integrante della qualità dell’abitare contemporaneo.

