Lo scorso 20 novembre, negli spazi del Flos Professional Space di Corso Monforte, FLOS ha presentato un nuovo sistema illuminotecnico modulare destinato a ridefinire gli standard del lighting design. Davanti a una selezione di giornalisti e architetti, l’azienda introduce una soluzione che unisce innovazione tecnologica, prestazioni elevate e un’estetica essenziale, pensata per dialogare con l’architettura contemporanea.
Sviluppato da Flos Architectural, la divisione illuminotecnica con sede a Valencia, The Glowing Track propone un’idea di luce immersiva e calibrata, capace di fondersi con lo spazio e modellarlo con precisione. Il sistema offre un’emissione uniforme, continua, e restituisce un’illuminazione ambientale che diventa materia progettuale.
The Glowing Track non è solo un sistema di illuminazione: è una nuova grammatica luminosa che introduce un modo diverso di leggere, valorizzare e interpretare lo spazio.



Un nuovo linguaggio luminoso
Il sistema The Glowing Track, progettato per garantire montaggio rapido, connessioni stabili e massima integrabilità, risponde alle esigenze dei progetti più complessi, dove versatilità, modularità e coerenza estetica diventano requisiti fondamentali.
La gamma si sviluppa in tre varianti: The Glowing Track, The Glowing Track 360 e The Glowing Track Blind, disponibili in tre lunghezze (1200, 1800 e 2400 mm) con un diametro di soli 47 mm, studiato per assicurare una presenza minima e perfettamente allineata all’architettura.

Il sistema è progettato per applicazioni a sospensione e a superficie, con configurazioni che includono versioni con o senza driver integrato, offrendo così la massima adattabilità alle diverse necessità progettuali. Nelle installazioni a superficie, il driver può essere integrato oppure remoto: il vano tecnico rimane completamente nascosto grazie a un design essenziale che mantiene il profilo compatto ed elegante. Questa soluzione consente un’integrazione immediata e senza discontinuità in molteplici contesti architettonici.



I moduli sono progettati anche per l’installazione verticale, permettendo di reinterpretare l’estetica dello spazio attraverso nuove composizioni tridimensionali. La configurazione verticale agisce come una colonna luminosa sospesa, capace di modulare le altezze, amplificare la percezione degli ambienti e generare atmosfere immersive. Un approccio che apre a possibilità creative potenzialmente infinite.


Photo credits ©Marco Cappelletti