In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la città accoglie la decima edizione di Milano MuseoCity, promossa dal Comune di Milano in collaborazione con Associazione MuseoCity ETS. L’edizione 2026, significativamente intitolata “Le imprese della cultura”, si sviluppa sull’intero territorio urbano dal 6 febbraio al 15 marzo attraverso il progetto “In vetrina”, ampliando il raggio d’azione della manifestazione e rafforzandone la dimensione diffusa.
In questo quadro, le strade si animano progressivamente di interventi site specific che trasformano showroom, negozi e gallerie in luoghi espositivi dedicati a oggetti d’arte e materiali d’archivio. Ne prende forma un museo diffuso che, attraverso le vetrine, apre la cultura al ritmo quotidiano della città e ne intercetta lo sguardo.
È proprio all’interno di questo programma che lo Spazio UniFor, cuore pulsante del brand a Milano, ospita l’installazione “La città degli oggetti: Aldo Rossi e Francesco Somaini”, a cura di Studio Klass con la Fondazione Francesco Somaini Scultore, inserendosi con coerenza nel dialogo tra impresa, memoria e progetto.



“L’allestimento si articola in quattro stanze, concepite come piccole architetture museali: ciascuna ospita un accostamento scultura-oggetto e introduce un riferimento cromatico, tematica presente nell’opera di Aldo Rossi per UniFor. Attraverso luce, elementi espositivi e proporzioni, ogni ambiente instaura un dialogo diretto tra i due autori, offrendo una lettura intima e ravvicinata delle loro visioni sulla città e disegnando un percorso unitario tra arte, design e architettura”, afferma Studio Klass.

Dialogo tra arte e architettura nello Spazio UniFor
Nell’ampio ambiente centrale dello Spazio UniFor di Viale Pasubio a Milano, all’interno del complesso progettato da Herzog & de Meuron, Studio Klass mette in scena un dialogo silenzioso e stratificato tra le opere di Francesco Somainidegli anni Settanta e i pezzi progettati da Aldo Rossi per UniFor.
In questo contesto, Cartesio, Consiglio, Parigi e Museo entrano progressivamente in risonanza con le sculture di Somaini attraverso calibrati giochi di scala, contrapposizioni materiche e un dialogo formale capace di restituire profondità e tensione all’intero spazio.

Allo stesso tempo, gli arredi di Rossi si configurano come frammenti di città, oggetti che condensano memoria e archetipo ed evocano architetture dalla facciata regolare e modulare. Proprio su questa dimensione urbana si innestano le archisculture di Somaini, concepite per confrontarsi con lo spazio costruito e per interrogare, in modo diretto, il rapporto tra arte e architettura.
Da questa relazione prende forma un paesaggio in cui la città reale e quella immaginata finiscono per sovrapporsi. Al centro dello spazio, infatti, quattro grandi cubi definiscono con chiarezza l’assetto espositivo. L’impianto planimetrico studiato da Studio Klass ordina queste microarchitetture in coerenza con l’orditura dell’edificio e, di conseguenza, con quella del tessuto urbano, restituendo un percorso unitario, leggibile e rigoroso.



